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CONAN IL BARBARO
Fra il tempo in cui l'oceano inghiottì l'Atlantide e il sorgere dei figli di Arys, vi fù un'era... al di là di ogni immaginazione. L'era in cui visse Conan... destinato a portare la corona ingioiellata di Aquilonia sulla sua fronte inquieta. Sono io, suo cronista, il solo che può raccontarvi la sua saga. Lasciate che vi dica di quei giorni di gloriose avventure.
"Un'altra vittoria. E' bene questo. Qual'è il meglio della vita?" "La steppa immensa. Un veloce cavallo. Falchi sul tuo polso e il vento che ti stordisce." "No! Conan, qual'è il meglio della vita?" "Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine." "Questo è bene!"
Volete vivere in eterno?
"Perché stai piangendo?" "Lui è Conan il Cimmero. Lui non piangerà. Così piango io per lui."
Crom... non t'ho mai pregato prima d'ora. Non saprei come farlo. Nessuno, neanche tu ricorderai se eravamo uomini buoni o cattivi, perché abbiamo combattuto o perché siamo morti. No... ciò che conta è solo che due si sono battuti contro molti. Ecco cos'è importante. Tu ammiri il coraggio, Crom, quindi accogli la mia unica richiesta. Fà sì che mi vendichi. E se tu non m'ascolti, allora và alla malora.
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