Ultimo aggiornamento:
16/11/2018
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BATMAN

Anno: 1989
Regia di: Tim Burton
Genere: Fantastico
E' stato il pipistrello!
"Voglio che tu mi faccia un favore. Devi parlare di me a tutti i tuoi amici." "Ma chi sei?" "Sono Batman!"
Io sono un uomo di poche parole, ma poche parole che contano, come se già fossero fatti.
"Sei in gran forma." "Non te l'ho chiesto."
"Dunque, cosa ti porta qui?" "Sono venuta per vedere un pò di fauna di Gotham City." "Un pò di fauna? Fauna di che genere?" "Del genere... pipistrelli."
E' un compito importante. Ho bisogno di chi mi possa fidare. Tu... tu sei il mio numero uno.
Abbiamo già abbastanza problemi in questa città per preoccuparci di spettri e demoni.
I ricchi. Sai perché sono strani? Perché possono permetterselo.
Che bel completo.
Jack è morto, amico caro. Puoi chiamarmi... Joker.
Gotham City... ha portato il sorriso sul mio volto.
Mostro alato... terrorizza... allora che scriveranno di me?
Hai mai sentito dire che la risata ha un potere terapeutico?
Prima eri una tigre di carta, Antoine, e adesso sei... carta carbone. Ma dove le trovo?
Batman! C'è qualcuno che sa dirmi in che razza di mondo stiamo vivendo, dove un uomo si traveste da pipistrello e si frega tutta la mia stampa? Questa città ha bisogno di un clistere!
Infinite cose da fare e così poco tempo.
"Ero nel mio bagno un giorno quando mi resi conto che io ero destinato alla grandezza. Sai, come la gente si preoccupa delle apparenze. Questo è bello, quello no. Cosa completamente superata per me. Ora io faccio quello che per gli altri è solo un sogno. Io faccio arte, finché qualcuno muore. Capito? Io sono il primo artista dell'omicidio a ciclo completo, cara." "Che cosa vuole?" "La mia faccia sopra i biglietti da un dollaro." "Lei sta scherzando?" "Ho l'aria di uno che scherza?"
Noi non dobbiamo paragonarci alle persone normali, siamo artisti.
"Allora, che posso fare per lei?" "Una canzoncina, un balletto, la testa di Batman dentro un sacchetto."
"Lei è un folle." "E io credevo d'essere un ariete."
Ma dove li pesca quei magnifici giocattoli?
"Lei non è precisamente normale, vero?" "E questo non è un mondo precisamente normale, vero?"
Tutta Gotham si domanda che cosa pensare di Batman. Amico o nemico?
Io ho dato un nome al mio dolore. E il nome è Batman.
"Senti, sei una gran bella ragazza e mi piaci moltissimo. Però adesso... sta zitta. Io ho qualcosa che ti devo dire. Sai di come la gente ha... ha lati diversi nella sa personalità. Qualche volte una persona deve addirittura vivere due vite diverse." "Oh mio Dio, sei sposato."
Dimmi una cosa amico mio: danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?
Il match del secolo. Con me in un angolo e nell'altro angolo l'individuo che ha portato vero terrore a Gotham City: Batman!
"E' qualcosa che devo fare." "Perché?" "Perché altri non possono."
"Così va il mondo. Non è un mondo perfetto." "Non dev'essere per forza un mondo perfetto."
"Io ho fatto te, tu facesti me, prima." "Ehi, Batman, ero ancora un ragazzino quando uccisi i tuoi. Tu dici che io ho fatto te e io dico che tu hai fatto me. Ma non si cade un pò nell'infantile, eh? Non picchierai uno con gli occhiali, vero?"
"Vi prego, informate i cittadini di Gotham che Gotham si è guadagnato il riposo dal crimine. Ma se le forze del male dovessero rialzarsi, per gettare un'ombra sul cuore della città, chiamatemi." "Domanda, come lo chiamiamo?" "Ci ha dato un segnale."